Fleurs
La rubrica di libri e spiritualità
di Manuela Ferro
In un vasto mondo di rubriche e recensioni mancava uno spazio interamente dedicato al sacro e alla spiritualità. In Fleurs non troverai solo consigli di lettura, ma un’analisi attenta delle novità editoriali che toccano la spiritualità, la pratica e la consapevolezza. Che queste letture possano essere per te ciò che i fiori sono per la terra: un segno di bellezza e una promessa di risveglio.


In un’epoca di conflitti la voce di Pema Chödrön, monaca buddhista americana di tradizione tibetana, risuona come un richiamo luminoso e urgente. Il suo prezioso libro, edito da Ubiliber, non è un semplice saggio, ma uno scrigno di saggezza. Il testo si muove con delicatezza grazie alla traduzione e alla prefazione profonda della poetessa Chandra Candiani, e l’illustrazione poetica di Nicola Magrin. La tesi della monaca buddhista è radicale: la guerra e la pace non iniziano fuori di noi, ma nel cuore di ogni singolo individuo. Il conflitto nasce nell'esatto momento in cui induriamo il cuore e ci chiudiamo all'altro. Diventare "guerrieri spirituali" significa quindi assumersi la responsabilità delle proprie rigidità, abbandonando l'intolleranza e la rabbia che ci consumano. Pema Chödrön ci invita a guardare il mondo dalla prospettiva altrui per disarmare la nostra stessa aggressività. Solo trovando il coraggio di dimorare nel nostro nucleo più morbido e tenero possiamo coltivare i veri semi della pace e trasformare il mondo. Questa è la vera pratica della pace.
Libretto della vita perfetta— Anonimo FrancoforteseNel Trecento, un anonimo Cavaliere teutonico stringeva la penna non per tracciare cronache di battaglie terrene, ma per disegnare la mappa della più radicale delle rivoluzioni interiori: il Libretto della vita perfetta. Non è un caso che Martin Lutero vi abbia intravisto una luce folgorante, ribattezzandolo Teologia tedesca, né che giganti dello spirito come san Giovanni della Croce abbiano attinto a questa sorgente per attraversare la propria notte oscura. Secoli dopo, persino un filosofo del disincanto come Schopenhauer si inchinerà davanti a questa "opera immortale", riconoscendo nell'Anonimo la stessa statura spirituale di Platone e del Buddha.La via tracciata dal Cavaliere è una via di spogliazione assoluta. Il peccato originale non è una colpa antica, ma il rumore assordante del nostro presente: è l'inganno dell'ego, la prigione dell' "io" e del "mio". L'autore ci invita al distacco, un vuoto d'amore capace di accogliere l'Inconoscibile. Solo spegnendo la falsa luce del sé, l'uomo può finalmente farsi trasparente, permettendo alla luce divina di abitarlo. *Teologia Tedesca. Libretto della vita perfetta A cura di Marco Vannini, Le Lettere edizioni
La Tonaca come Archetipo— Festival della Fotografia ItalianaNel cuore profondo del Casentino, terra di eremi e silenzi millenari, dal 12 giugno al 6 settembre 2026, il Castello dei Conti Guidi di Poppi (Arezzo) ospita una mostra che si trasforma in un vero e proprio pellegrinaggio dello sguardo. "L’abito fa il monaco", tappa preziosa del Festival della Fotografia Italiana 2026 sotto il tema Riti e Visioni, solleva il velo sulla finzione cinematografica per rivelare qualcosa di immensamente più grande. Le fotografie esposte, curata da Antonio Maraldi, non documentano semplicemente i costumi della finzione, ma catturano la materia che si fa spirito. La tonaca, il velo e la porpora cessano di essere semplici abiti di scena e diventano geometrie sacre dell'anima, confini visibili di una ricerca invisibile.
L'ora et labora della lettura lenta— Daniel LinkUltima lezione: XX secolo di Daniel Link, nato come congedo accademico dell’autore presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Buenos Aires dopo trentaquattro anni di insegnamento, diventa una chiamata spirituale alla resistenza interiore. Di fronte alla catastrofe dell'umanesimo e alla colonizzazione digitale, Link propone una via di salvezza che richiama l'ascesi antica: un nuovo monachesimo laico e materialista. Al centro di questa visione si colloca un profondo ora et labora, dove la preghiera si fa studio e meditazione e il lavoro diventa lettura lenta, cura e disciplina del tempo. Non si tratta di fuggire dal mondo, ma di abitare il deserto della modernità tecnologica proteggendosi dall'invasione del flusso continuo. In questo spazio sacro, leggere testi difficili diventa un rito per difendere l'intraducibile e interrompere la velocità che anestetizza la mente. Lo lettura restituisce così durata all'esperienza, trasformando la conoscenza in un autentico dono profondo che si fa a se stessi e agli altri.
Un eremo non è un guscio di lumaca— Adriana ZarriUn’opera autobiografica e spirituale, in cui la celebre teologa Adriana Zarri, giornalista e scrittrice racconta la sua decisione, nel 1975, di imprimere una svolta radicale alla sua vita monastica e di abbracciare l'eremitaggio. La spiritualità della Zarri è profondamente concreta e legata ai sensi. Dio non si cerca nell'astrazione mistica, ma nel sapore del buon cibo, nel profumo della terra, nella cura delle galline, nella ristrutturazione manuale del cascinale e nella compagnia del suo amato gatto Malestro. «Qualcuno dice che mi sono "ritirata" in un eremo; e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso puntigliosamente per rispondere all'obiezione che concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori dal contesto comunitario. È un libro perfetto per chiunque stia cercando di ridefinire le proprie priorità in un mondo caotico e iperconnesso. Un inno alla felicità: Parlando di eremitaggio, trasmette una contagiosa e vibrante gioia di vivere e un invito alla fedeltà verso se stessi.
Il passero buddhista. Meditazioni selvatiche.— Tiziano FratusE se la vera forza non fosse nel "fare di più", ma nel restare piccoli e attenti come un passero? In un mondo che ci spinge a correre, ad accumulare e a essere perfetti, esiste una via diversa. È una spiritualità "selvatica", fatta di boschi, pini, cascate e silenzi. Tiziano Fratus, ci accompagna in un viaggio intimo in cui non serve un monastero o un rituale complesso.
Ciò che in me sente sta pensando. Sul divenire dei corpi.— Gabriella CaramoreIn un tempo che esige certezze assolute, Caramore sceglie una postura dubbiosa e fluida. Il suo saggio è un invito prezioso a ritrovare una spiritualità incarnata, ricordandoci che la nostra sacralità risiede proprio in questa miscela indissolubile tra il sensibile e il pensoso. Un libro per tornare ad abitare il presente con consapevolezza.
Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita— Nicoletta Polla-MattiotIn un mondo iperconnesso che tende a riempire ogni spazio di parole, notifiche e stimoli, Nicoletta Polla-Mattiot, nel suo saggio, ci invita a riscoprire il silenzio come esperienza di ascolto e presenza. Attraverso un percorso che intreccia autobiografia, arte, neuroscienze, filosofia e sociologia, l’autrice mostra come il silenzio è uno spazio fertile di attesa, accoglienza e apertura verso ciò che ancora non conosciamo.
Cantico delle creature— Francesco D’Assisi"Si possiede davvero solo ciò che si dona". A ottocento anni dalla sua composizione, il Cantico delle creature conserva una straordinaria attualità. Scritto da Francesco d’Assisi nel tempo della sofferenza e della cecità, è un inno alla bellezza del mondo e alla profonda fraternità che lega tutte le creature.
Una cosa spirituale. Non fare niente e altre forme d'arte.— Vasco BrondiIl racconto di una ricerca, tra meditazione e musica, Brondi ci ricorda che non dobbiamo essere per forza "produttivi". A volte l'atto più rivoluzionario è dedicare energia a qualcosa di totalmente inutile, ma vitale. Un libro che è come un talismano da tenere in tasca, un invito a fermarsi.